venerdì 18 novembre 2016

TRIANGOLI di Giuseppe C. Budetta

  
Explorer VII rilevò gli aspetti più salienti del pianeta T. Le foto pervenute in redazione permisero di appurare i seguenti e peculiari aspetti. Le nubi non essere rigonfie sfere, le montagne non coni, le costiere non simili a cerchiature. Arcipelaghi, isole e continenti avevano forme omologhe a parallelepipedo triangolare, prive di fratture, abissi e pericolose forre. Sul pianeta T, la natura era spigolosa e multicolore, secondo poche, basilari regole morfometriche. Su T. ci sarebbe uno stretto rapporto tra natura e geometria frattale, per cui oggetti e cose animate ed inanimate sarebbero auto similari, in rapporti costanti, esprimibili con numeri reali.
   Tranne la sfericità dell’astro su T. tutto sarebbe riportabile alla triangolarità. A detta, ci sarebbero due oceani e tre continenti. Gli oceani sarebbero l’Atlantico ed il Pacifico e non il Pacifico, Atlantico e l’Indiano come qui. Il primo avrebbe per base maggiore la riviera africana e per apice l’istmo tra le Americhe. Il Pacifico avrebbe per base l’Eurasia, tra la punta siberiana e quella indocinese con vertice tra le Americhe, dalla parte opposta all’Atlantico. I tre continenti sarebbero l’africano con base rivolta all’eurasica punta. L’Eurasia sarebbe divisa da una bisettrice in due parti: la occidentale detta Europa e la zona orientale cinese – siberiana - indocinese. L’americano continente sarebbe costituito da due piastre continentali con la forma di triangoli ottusangoli, uniti ai vertici apicali lungo lo stretto di Panama.
   Ci sarebbero isole come l’Australia, il Madagascar e, nell’emisfero settentrionale la Groenlandia di triangolare forma, l’unica possibile nella planetaria geografia. Penisole, golfi, insenature ed arcipelaghi sarebbero rigidamente triforcuti. Dei poli, il nord sarebbe isoscele, scaleno il sud.
   Monti e colline sarebbero per lo più triangoli scaleni, differenti per altezza ed ampiezza di base. In inverno, i vertici più elevati diverrebbero bianchi per la neve. Ammassi nuvolosi si aggregherebbero in ottusangoli od acutangoli lattescenti, nell’azzurrità plananti. Idem rocce, pietre, scogli e le scaglie del mare mosso. Le pianure sarebbero triangoli a simmetria assiale con base sulla linea costiera e punta incuneata tra contrapposte catene montagnose. I laghi azzurri, vari per tonalità ed estensione, rientrerebbero nei parametri dell’unico insieme euclideo, come la flora con alberi e fiori di morfologia standard a tre spigoli. Tra la flora, i pini avrebbero una rigida configurazione conica, ma con differente altezza tra albero ed albero. I vegetali non avrebbero tronco, o gambo, o stelo e starebbero fissi a terra, come incollati per la base. Alberi triangolari e verdi sarebbero diversi per obliquità di lato, altezza e tonalità. Ci sarebbero boschi iridescenti, con variopinta flora a forma di equilateri, d’isosceli, di scaleni, di rettangoli, acutangoli ed ottusangoli. In autunno, l’area totale di molti alberi si scolorirebbe, o si riempirebbe di colori accesi. I variopinti fiori avrebbero petali triangolari, differenti in obliquità e foggia. Avrebbero ad isoscele il gambo sghembo con apice infisso a terra. I funghi sarebbero ottusangoli scaleni. Velenosi sarebbero gli equilateri.
   La fauna di pesci, rettili, anfibi, uccelli e di mammiferi inutile dirlo, sarebbe triangolare. Gli uccelli in volo sembrerebbero aquiloni colorati. Alcuni pesci nuoterebbero con asse perpendicolare al fondo marino, altri in orizzontale come mantidi. I rettili sarebbero isosceli oblunghi e striscerebbero per una della duplice, equivalente superficie. I cetacei nuoterebbero in orizzontale come sulla Terra. La vita sub microscopica avrebbe in toto il tricuspidale aspetto: batteri, protozoi ciliati ed infusori, miceti e saccaromiceti, virus virulenti e cellule degli organismi superiori. Tutto su T darebbe 180° per somma dei tre angoli interni; l’area risponderebbe alla formula generale della base per altezza e prodotto diviso due.
   In campo umano, ci sarebbero due razze: gli acutangoli e gli ottusangoli. In questi due grandi insiemi della euclidea geometria, si distinguerebbero popoli rettangolari, equilateri, isosceli e scaleni. Nel vertice A, gli umani di T avrebbero bocca per il transito d’alimenti ed aria. In B, ci sarebbe deflusso d’urina e spermatico se maschi o solo urina, se femmine. L’accoppiamento sessuale avverrebbe per contatto tra i due vertici B, il maschile e l’omologo femminile. In prossimità dell’angolo B, ci sarebbe nelle femmine la zona uterina.  Il vertice C sarebbe il culo e servirebbe all’uopo per cacare.
   Il dialogo tra triangoli umani avverrebbe illuminando l’angolo buccale apicale. Luci di diversa durata e intensità di voxel comporrebbero parole e frasi. L’intervallo tra emissioni luminose corrisponderebbe a pause di silenzio. Su T. l’insieme dei triangoli equilateri deterrebbe l’effettivo potere in base alle leggi della similitudine geometrica. I matrimoni avverrebbero tra individui di similare geometria: equilateri con equilateri, isosceli con isosceli e scaleni con scaleni.
   Ammesse le coppie di differente altezza, ma dello stesso insieme. Le più stabili sarebbero coppie di triangoli rettangoli con eguale ipotenusa, sottomessi alla relativa legge pitagorica. Le coppie a simmetria assiale, o centrale sarebbero compatibili nei limiti estremi.
   I matrimoni a prova di boma sarebbero tra equilateri ad angoli congruenti, a due a due proporzionali, o simili con lati proporzionali ed opposti ad angoli isometrici, oppure con angoli isometrici opposti a lati proporzionali. Essendoci la democrazia, ammessa sarebbe la copula en passant tra triangoli dissimili: equilateri e scaleni, isosceli ed equilateri, scaleni e isosceli. Questi tipi di accoppiamento sarebbero sterili in base alle leggi geometriche che su T condizionerebbero la genetica. Su T. divorzi e separazioni sarebbero numerosi tra coppie isoscele e scalene; le più stabili quelle tra equilateri, pur se differenti in area, perimetro ed altezza.
   Gli equilateri rettangolari avrebbero mente quadrata, adatta per gli studi economici, la statistica e la matematica. Gl’isosceli con spiccata altezza sarebbero atleti, ottimi nuotatori e acrobati. Gli scaleni sarebbero temuti perché artisti, imprevedibili e creativi.
   I geni avrebbero bisettrici perpendicolari con rette secanti di lunghezza tra 5,2 e 5,3.
I parlamentari di T. eletti secondo la legge di Carnot, nell’emanare leggi, osserverebbero le regole fissate nei teoremi del coseno, della bisettrice semplice e della bisettrice all’angolo esterno a parallele rette. I popoli di T adorerebbero un Dio uno e trino, simboleggiato nella perfezione della equilatera triangolarità: al vertice ci sarebbe il Padre, alla base di destra il Figlio ed a sinistra dell’euclideo spazio lo Spirito Santo. Amen.
   Il quoziente intellettivo QI dei triangoli umanoidi sarebbe collegato alla morfometria e si otterrebbe moltiplicando l’altezza per la distanza della base dal baricentro diviso tre, numero perfetto. Si otterrebbe un range oscillante tra 8 e 9. Negli animali domestici di T, sarebbe possibile ricavare il QI con la stessa formula. Le scimmie avrebbero un Q.I. tra 5 e 6. Il triangolo elefante avrebbe Q.I. tra 7 e 8, l’equino tra 4 e 5. Nessuna specie eguaglierebbe l’umano QI.
   Gli esseri animati si sposterebbero lungo la loro base, strisciando su strette docciature. Queste strisce su cui deambulare sarebbero state tracciate al suolo. Col progresso, sarebbero stati allestiti sottili binari tra loro intrecciati e intersecati. Un umano di T avrebbe detto: è stato come mettere le scarpe. Per evitare che i continenti si riempissero di binari, si sarebbe stabilito che il percosso debba avvenire in determinate aree. Le rimanenti zone sarebbero state riservate al verde. Uomini, cani, gatti, cavalli e selvaggina si sposterebbero, scivolando con la rispettiva base rettilinea sui binari. Se uno esce fuori, cade di lato, o s’incrina su un angolo, muore frantumandosi. Alcuni auspicavano lo sfondamento del rigido spazio euclideo. Pur sperandoci, nessuno era riuscito ad infrangerlo.
   Da un punto di vista evolutivo, i triangoli deriverebbero da rettangoli, o da quadrati per suddivisione lungo le diagonali. Secondo altre teorie matematiche, i triangoli si sarebbero evoluti dalla quadruplice frantumazione di rombi irregolari. Altri sarebbero del parere che derivino, o da divisioni multiple di poligoni regolari o viceversa, per riduzione graduale della lateralità degli stessi poligoni regolari. La tesi più accreditata – confortata dal rinvenimento di fossili del Triassico - li vorrebbe derivati da quadrilateri trapezoidi con angoli adiacenti supplementari per incremento progressivo dell’altezza e la riduzione della minore base. Dunque in epoche ancestrali, la geometria prevalente su T sarebbe stata la trapezoidale, accresciutasi gradualmente fino a trasformarsi nella definitiva triangolare. Ciò sarebbe avvenuto anche per flora, fauna, microbi e virus. Tant’è.
  Terrestri economisti affermano che questo tipo di evoluzione sia erronea ed alla fine dannosa. Questi esperti sostengono che non ci sia il bisogno d’incapsulare la gente nei rigidi schemi della geometria euclidea. Conferendo il potere economico, politico e sociale a pochi eletti il tutto fila liscio. Occorre che l’economia sia retta da leggi indeformabili come binari. In questo modo, gl’individui vivono secondo schemi predeterminati, illudendosi di essere liberi e felici, o quasi.  

 

2 commenti:

  1. Una cordiale benvenuto a Giuseppe sulle pagine di Asimov. Molto bello e interessante il suo racconto.

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